STORIE VERE DI ELVIS P:
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STORIE VERE DI ELVIS P:
e www.shopelvis.it (il negozio online italiano dedicato ad Elvis Presley - e Hollywood -)
SHAUN NIELSEN
Una volta Elvis
gettò una sciarpa ad una signora e la signora fece l’errore di
metterselo al collo. Improvvisamente, una donna da una parte e un’altra
dall’altra, insieme tiravano la sciarpa, soffocando, letteralmentem la
donna in mezzo.! Elvis urlò “Ecco tieni ! Prendi questa ! Prendila! E
lanciò sciarpe alle donne che erano ai lati di questa signora. Credo
che la signora abbia pensato di morire soffocata, lì di fronte a noi, e
solo perché le altre si erano impuntate di avere quella sciarpa.
Nel 1969 , Elvis diede un assegno da $ 1.000 ad una coppia dell’Arkansas.
Il denaro avrebbe
permesso alla coppia di rimettersi in piedi, dopo tutta una serie di
disgrazie. James Bullock, a 34 anni, venne ricoverato in ospedale, con
seri problemi a causa di un incidente stradale che aveva subito. La sua
macchina venne rubata nel parcheggio dell’ospedale. Fu costretto a
chiamare un taxi e pagare una tariffa che sicuramente non poteva
permettersi. Per completare il quadro, lo stesso anno, Bullock perse un
braccio ed una gamba in un incidente con il trattore. La moglie fu
costretta a fare la donna delle pulizie, per andare avanti. Tutto il
denaro che guadagnava serviva a pagare fatture e le avanzava poco per
comprare qualcosa da mangiare. Si trovavano in difficoltà finanziare
molto serie. Un giornale locale scoprì la situazione della coppia e
scrisse un breve articolo su di loro. Capitò che Elvis lesse la storia
e dopo aver letto di queste tragedie, compilò un assegno. Incaricò
uno dei suoi uomini di andare dalla coppia e consegnare l’assegno. I
Bullocks videro in Elvis un angelo mandato da Dio. Riuscirono ad
incassare l’assegno e furono in grado di pagare l’affitto , per qualche
mese furono in grado di mangiare di più
RACCONTATO DA SAM THOMPSON
Ci furono poche reali minacce
verso Elvis - minacce che derivassero da volontà di fargli del male –
ma esistevano i pericoli derivanti dall’amore che i fans avevano per
lui. Tutti volevano un pezzo di lui, ma c’erano milioni di fans e un
solo Elvis.
Ho recuperato Elvis da Hotels e luoghi dove i fans lo tiravano letteralmente per i capelli.
Non volevano ferirlo, ma volevano un pezzetto di lui.
Dopo ogni spettacolo, si
ritrovava con i graffi sulle mani e era costretto a coprirsi di
cerotti. Se vedi le sue foto durante e dopo gli spettacoli, gli vedi
sempre cerotti.
La gente, lo graffiava
involontariamente, quando riusciva a toccarlo o voleva prendere le
sciarpe. In qualche posto nel Midwest, ho preso e portato fuori con la
forza, una signora che aveva raggiunto Elvis e lo aveva notevolmente
graffiato.
Mentre la portavo fuori, eccitata, lei urlava alle sue amiche “Guardate, ho la pelle di Elvis”. Era allucinante.
Ultima modifica di Admin il Ven Lug 18, 2008 3:36 am, modificato 1 volta
ANCORA STORIE VERE..
Il Re le inviò dei fiori
Una giovane signora che si
chiamava Peggy Thompson, da molti anni era una fan accanita di Elvis
Presley. Nel 1970, questa signora acquistò il biglietto per uno dei
suoi shows vicino alla sua città. Avrebbe assistito ad un suo concerto,
per la prima volta.
Sfortunatamente, si ammalò e fu
costretta ad andare in ospedale. A peggiorare le cose, l’ospedale era
disponibile per l’intervento, proprio il giorno del concerto di Elvis.
Non essendo in grado di posticipare la data dell’intervento, Peggy fu costretta a rinunciare.
Elvis venne a sapere del
problema di Peggy da un altro fan, che si era incontrato con uno dei
componenti del suo entourage. Elvis decise di inviare a Peggy una
dozzina di rose a gambo lungo, legate con una delle sue sciarpe blu.
Quando arrivarono i fiori, Peggy si trovava, ancora, nel reparto di
terapia intensiva. Quando uscì da quel reparto, vedendo il meraviglioso
mazzo, vide anche la sciarpa blu, con scritto il nome di Elvis, non
riusciva a credere che fosse stato proprio il Re ad inviarle i fiori.!!
Peggy si rese conto di quanto Elvis avesse cura delle numerose persone
sfortunate, ammalate, bisognose e di come si attivasse affinché queste
persone potessero sentirsi meglio con il suo amore e gentilezza.
Teenagers in difficoltà
I
capi di polizia, sia di Los Angeles che di Memphis aiutarono parecchie
persone, in situazioni diverse. Si dice che, nel 1970, Elvis abbia
occasionalmente aiutato alcuni adolescenti che avevano problemi con la
legge, spesso pagando le loro cauzioni. Tuttavia, prima che i
poliziotti lasciassero andare i giovani, per un paio d’ore, Elvis
parlava con loro della vita, della legge, dei limiti e che si doveva
rispettare le regole. Leggeva i loro rapporti e faceva loro capire in
cosa avevano sbagliato e quello che potevano e dovevano fare per essere
cittadini migliori, in futuro. Una volta, successe che alcuni di questi
ragazzi si ritrovarono con le orecchie talmente piene delle sue parole,
che sia affrettarono a ringraziarlo, per averli fatti uscire e corsero
fuori il più velocemente possibile.
Raccontato da George Klein
C’era un sindaco
a Memphis che adorava Elvis e, in qualche modo, voleva fargli onore.
C’erano molti fans che gli dicevano, “Perché non chiami qualcosa con il
nome di Elvis?” Alla
fine decisero di rinominare la Highway 51 South, che porta a Graceland,
come Elvis Presley Boulevard”. Mi chiesero di chiedere ad Elvis cosa ne
pensasse di quest’idea. Elvis disse: “Guarda, non voglio essere io a
decidere, perché ogni decisione potrebbe non essere quella giusta. Se
dico di sì, può sembrare che ho un grande ego; se dico di no, può
sembrare che voglio snobbare o che non mi fa piacere che venga fatto.
In qualsiasi modo, io non vinco. – Dì loro, solamente, che, se danno il
mio nome alla via, ne sarò felice, lusingato ed estremamente onorato.
Ma allo stesso modo, se non lo faranno, non mi preoccuperò, non mi
arrabbierò, non mi deluderanno”
Così, raccontai loro tutto quello che mi aveva detto Elvis e crearono l’Elvis Presley Boulevard.
Poichè Elvis e Priscilla avevano
due religioni diverse, decisero che Lisa non sarebbe stata battezzata.
Volevano che fosse lei stessa a decidere, da adulta. Poco
tempo dopo la morte di Elvis, Priscilla divenne membro della chiesa di
Scientology. Fa parte di quella branca di Hollywood, chiamato The
Celebrity Center, dove regna la discrezione e il rispetto della
privacy.
Quando Lisa Marie aveva 16 anni,
seguì le orme della madre e divenne, anche lei, membro della chiesa di
Scientology L. Hubbarbs. Lo è ancora oggi, così come i suoi due bambini.
Nel 1970, Elvis frequentava il
ristorante Four Flames, che si trovava a 10 minuti da Graceland. Elvis,
di solito, andava là, non tanto per mangiare, ma per rilassarsi e
godere l’atmosfera del posto. Mentre sorseggiava un frappè alla
vaniglia o una soda, Elvis guardava la gente divertirsi. Una volta,
ordinò anche la cena e mangiò per due ore. Indipendentemente da quello
che aveva ordinato, il proprietario non gli permise di pagare. Qualche
volta Elvis e il proprietario del ristorante avevano dei piccoli
battibecchi, in merito al pagamento, ma alla fine Elvis perdeva sempre.
Non gli è mai stato concesso di pagare.
Per ricambiare, Elvis lasciava una mancia di $ 100, alla cameriera.
Quando Elvis celebrò il suo 39°
compleanno, l’8 gennaio 1974, l’intera città di Memphis fece una grande
festa e organizzò una parata per il suo cittadino più famoso. Centinaia
di persone sfilarono sull’Elvis Presley Boulevard, capitanato dai
sindaci di Memphis e Tupelo, Mississipi. La banda della Humes High
School ha dato il supporto musicale alla manifestazione. Vicino a
Graceland, la banda ha eseguito una versione jazz di “Happy Birthday”.
Elvis ha ascoltato la musica e l’eccitazione che arrivava dalla strada,
così uscì di casa. Ha assistito alle esecuzioni della banda e al saluto
che questa gli ha fatto. Entrambi i sindaci hanno percorso il viale e
hanno fatto i loro auguri personali al RE. Elvis non riusciva a credere
che i sindaci potessero essere diventati partecipi di qualcosa di cosi
insignificante, come una parata per il suo compleanno e avessero
organizzato tutto questo per lui.






