ALTRA INTERVISTA....
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ALTRA INTERVISTA....
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Questa “intervista” a June Juanico è stata fatta nel 1993, ma ritengo sia ancora piacevole da leggere
JUNE JUANICO and ELVIS
by Lea Frydman
June Juanico di Biloxi è stato il primo amore di Elvis ed è stata l’unica ragazza che aveva l’approvazione totale di sua madre.
Oggi
June Juanico ha 55 anni ed è nonna, vive ancora a Biloxi, Mississipi,
il luogo dove si innamorò di Elvis Presley – molto prima che lui
diventasse il Re del Rock and Roll e l’idolo di milioni di persone.
Ebbe
un’appassionante relazione, durata 3 anni, con Elvis all’inizio della
sua carriera, quando era, praticamente, sconosciuto fuori dal Sud degli
Stati Uniti.
June ricorda un uomo molto distante dall’essere gonfio, dai farmaci, da quella mega star morta il 16 Agosto 1977.
Ma c’è
un’altra data che è fissata per sempre nelle memoria di June: il 26
Giugno 1955. Era il giorno in cui incontrò Elvis e in quello stesso
giorno, 22 anni più tardi il Re diede la sua ultima performance
pubblica.
Quando Elvis
vide June arrivare dalla stanza delle donne, durante l’intervallo di
uno dei suoi spettacoli, era una ragazza di 17 anni, molto carina.
Iniziarono una conversazione ……..
“Vai via?” Le chiese Elvis, ansioso.
“No, sto andando a sedermi. “
“Mi piacerebbe vederti dopo lo spettacolo. Perché non mi fai vedere la città?” Disse Elvis
“Beh, non c’è molto da vedere a Biloxi” rispose June
“Non importa” replicò Elvis “Solo per farmi vedere che cosa c’è”
Ancora
grondante di sudore dopo un’esibizione con grandi piroette sul palco,
che sarebbero poi diventate il suo marchio e il suo stile, Elvis andò a
prendere June davanti al teatro, quella sera del 1955, con la sua Ford
Crown Victoria, bianca e rosa.
“Disse che voleva cambiarsi, così siamo andati fino al suo motel e io sono rimasta in macchina” racconta June.
“Abbiamo fatto un giro e poi siamo rimasti a parlare fino a che fece giorno.
All’alba Elvis mi baciò per la prima volta. E’ stata il giorno più indimenticabile tra tutti quelli che ho avuto con Elvis.
Abbiamo passato quattro ore parcheggiati fuori casa mia.
Elvis suggerì
di vedere sorgere il sole, insieme, ma gli dissi dovevo andare, prima
che si accendesse la luce in camera di mia madre.”
All’alba, Elvis mi baciava sempre talmente dolcemente. Poi mi appoggiava al suo cuore e mi parlava del suo fratello gemello”
June dice che
fu chiaro, fin dal primo momento, che Elvis aveva un profondo amore per
la sua famiglia. Le raccontava perché sua madre avesse dato un nome a
suo fratello, nato morto, Jesse Garon, perché non voleva che sulla
tomba si leggesse solo “Bambino Presley”.
Ma quello che, principalmente, colpì June di Elvis era lo stupore che lui stesso provava ad avere così tanto successo.
“Gli dissi subito che sarebbe diventato un grande. Aveva un grande magnetismo” ricorda June.
Dopo il loro
primo incontro Elvis e June, mentre lui era in tour, rimasero in
costante e stretto contatto telefonico per 5 mesi. Mai una lettera,
Elvis comunicava con telegrammi. La coppia arrivò al 1956. Elvis fece
una serenata a June con la dolce ballata, IS IT SO STRANGE.
“Amavo quella
canzone” ricorda June “Così chiesi ad Elvis di inciderla, solo per me.
Il verso “E’ così strano, non ho occhi per nessun’altra ragazza” da
quel giorno, ha ancora un significato speciale per me.
Quando Elvis
incise quella canzone, chiamò l’album JUST FOR YOU (solo per te).
Mentre Elvis e la sua musica “indemoniata” erano al centro della
controversia, a Hollywood si mormorava di fare un film d’azione. “Elvis
aveva sempre parlato del fatto che avrebbe voluto fare un film” dice
June.
“Sognava di diventare un attore drammatico tipo James Dean e Marlon Brando e non gli interessava cantare nei film”
Nell’aprile
del 1956, Elvis fece un provino per la Paramount e divenne subito una
star. Si spostò con la famiglia in una casa con 3 camere da letto che
acquistò per 40.000 $, in contanti. Aggiunse una piscina e comprò a sua
madre una Cadillac rosa. Chiamò June da Hollywood e lei, dalla voce,
riuscì a capire che non era felice.
“Non poteva
essere se stesso. Doveva alzarsi alle 5 del mattino, e quella era l’ora
in cui di solito andava a dormire” dice June.
In uno dei
suoi frequenti ritorni a Memphis, Elvis invitò June, a casa, per
conoscere i suoi genitori. Per due settimane condivisero la vita. Amici
sempre intorno e Gladys sempre pronta a cucinare piatti del Sud. Elvis
voleva assumere qualcuno, ma Gladys non ci sentiva, da quell’orecchio.
Racconta June
“Gladys era felice di cucinare, perchè Elvis aveva attrezzato la cucina
di ogni immaginabile elettrodomestico. Vernon (il padre di Elvis) stava
seduto e leggeva il giornale.
“Vernon era un uomo di poche parole, ma Gladys parlava in continuazione, un non-stop su Elvis e quanto era timido da bambino.
Era preoccupata per il suo futuro. Sperava di avergli insegnato bene, in modo tale che sapesse tenere in mano la sua fama”
Gladys e June
condivisero una reciproca ammirazione che sfociò in molto più di
un’amicizia. Gladys insisteva che June la chiamasse per nome, diceva
“Signora Presley non suona bene, siamo una famiglia unita” Così la
chiamavo Lovey, una derivazione del suo primo cognome Love. Pensava che
fosse speciale. Elvis e sua mamma mi chiamavano Piccola Satinin;
Satinin era il nomignolo che lei usava per Elvis, perché, come diceva,
la sua pelle è liscia come la seta”.
Per una triste
coincidenza, il primo figlio di June, Tony, nacque il giorno della
morte di Gladys per attacco di cuore, il 14 Agosto 1958.
“Stavo
partorendo, quando seppi della morte di Lovey. Se Tony fosse stato una
bambina l’avrei chiamato Gladys, in ricordo della mamma di Elvis”.
Ma era stato
più di un anno prima, nel marzo del 1957, che June aveva preso la più
difficile decisione della sua vita “Non potevo aspettare sulle nuvole
mentre Elvis correva dietro la sua carriera. Gli ho detto addio perché
aveva rotto il suo giuramento – Pensava di essermi fedele, non faceva
altro che il suo lavoro. Quella volta non c’era nessuno in particolare
nella sua vita, ma sapevo che Elvis, non mi diceva la verità. Eravamo amici ”.
Elvis disse a
June che sarebbe sempre stata la benvenuta nella sua casa, ma per i sei
anni successivi, non ebbe alcun contatto con lui, perchè June si era
ripresa la sua vita. Fino al 1963, non ebbe il coraggio di riguardare
Elvis in faccia.
Guidò fino a
Memphis per trovare Elvis a Graceland, ma lui non era a casa. Lo zio di
Elvis, Vester Presley, le disse che era al cinema. “Quando entrai nel
teatro vidi Elvis tra la folla. Era seduto di fronte allo schermo.
Priscilla era seduta vicino a lui. Fu così sorpreso di vedermi, fece un
salto dal suo posto e mi abbracciò forte. E’ strano, mi presentò al
resto dell’entourage, ma non a Priscilla. Priscilla nemmeno mi guardò.
Mantenne il suo sguardo fisso sullo schermo. Penso che fosse abituata a
vedere ragazze che saltavano addosso ad Elvis.”
L’ultima volta che June vide Elvis fu nell’agosto del 1969, a Las Vegas. Mai durante il periodo del contratto con Hollywood.
Elvis aveva
una nuova opportunità esibendosi dal vivo. Si era messo a dieta, aveva
ridotto l’uso di farmaci e camminava sul palco più bello che mai. Per i
7 anni successivi, l’ Elvis uomo maturo avrebbe dato il suo cuore e la
sua anima ai fans urlanti.
“Elvis mi
disse che per lui era giusto, tornare ad esibirsi dal vivo” ricorda
June” Io non ero mai stata una fan di quelle che urlano, ma quella sera
mi tornarono alla mente un sacco di vecchi ricordi e sentii l’esigenza
di urlare…”
Vedendo Elvis nel 1969, June non avrebbe mai immaginato che solamente 8 anni dopo Elvis non ci sarebbe stato più.
Le scendono le
lacrime e la sua voce si riduce ad un bisbiglio, quando ricorda il
giorno, di 16 anni fa, in cui Elvis è morto. “Per anni non sono stata
in grado di parlare di Elvis. Ma ora con tutto questo brutto materiale
che è stato scritto su di lui, sento la necessità di fare chiarezza e
dire come stanno le cose” dice June.
Sta scrivendo
la sua storia, IN THE TWILIGHT OF MEMORY. Il titolo deriva da una passo
de THE PROFHET “ Se nel crepuscolo della memoria possiamo incontrarci
di nuovo, parleremo ancora insieme e tu canterai per me una canzone più
profonda.”
Il libro che
June diede ad Elvis nel 1957 venne trovato dopo la sua morte, sul suo
comodino a Graceland. E’ ancora lì da quel giorno.
Potete vedere Elvis e June, insieme, questo video
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Ultima modifica di Admin il Ven Lug 18, 2008 3:32 am, modificato 2 volte






